RIORGANIZZAZIONE DELLA RIABILITAZIONE PEDIATRICA

La Ausl 12 di Viareggio ha attivato dei tavoli tecnici, che coinvolgono pediatri di libera scelta, neuropsichiatri infantili psicologi e tecnici della riabilitazione, per meglio definire l’organizzazione della attività  di riabilitazione per l’età evolutiva.
L’esigenza nasce dall’osservazione che le risorse che la Ausl12 dedica all’età evolutiva sono molto più elevate rispetto a quelle erogate da altre ASL, ma, soprattutto, sono maggiori se confrontate con quelle messe a disposizione da altre Regioni cosiddette “virtuose”. In questo caso non si tratta quindi di predisporre tagli legati alle difficoltà economiche contingenti, che comunque sono reali, ma la necessità di riorganizzazione nasce dal fatto che, nonostante le risorse impiegate, le liste di attesa per le valutazioni ed i trattamenti prioritari restano troppo lunghe.

Dall’analisi delle prestazioni erogate si evince che molto spesso si forniscono prestazioni riabilitative continuative per tempi molto prolungati sottraendo così risorse alle valutazioni ed alla attivazione di interventi più urgenti.
Nei progetti di riabilitazione attivi da molto tempo sono numerose le variabili che intervengono (scuola, famiglia, attività collaterali, ecc.) per cui diventa difficile capire, dopo molto tempo, quanto l’intervento riabilitativo specifico sia in grado davvero di migliorare lo stato di salute del bambino oppure se si tratta di fornire prestazioni nella errata supposizione che “quante più prestazioni riabilitative vengano erogate tanto maggiore è il recupero” .

Alla luce di ciò e da un’analisi della letteratura scientifica oltre che dall’osservazione delle “pratiche assistenziali” di altre strutture, si sta discutendo della possibilità di erogare interventi riabilitativi ciclici e cioè con alternanza di alcuni mesi di trattamento ed alcuni mesi di sospensione durante i quali i bambini proseguono le altre attivati (scuola, ecc.) che non hanno però il ruolo di vere attività sanitarie di riabilitazione in quanto queste ultime verrebbero sempre erogate dalla ASL 12. Al termine di ogni ciclo di trattamento e prima dell’inizio di un nuovo ciclo, i bambini sarebbero sottoposti a valutazione funzionale che consentirà di capire se e quanto l’intervento sanitario di riabilitazione è necessario per migliorare lo stato di salute degli assistiti, se questo può essere ridotto (senza inficiare lo sviluppo del bambino) oppure se deve essere incrementato.

In casi particolari e cioè quando è evidente che il bambino sta andando incontro ad una rapida evoluzione positiva legata proprio al  trattamento riabilitativo (ad esempio bambini molto piccoli), la ciclicità del trattamento può essere derogata e l’intervento riabilitativo prosegue senza soluzione di continuità. Questa proposta è ancora in via di discussione, ma sembra abbia trovato interesse da parte dei professionisti coinvolti, ma soprattutto da parte delle associazioni di familiari che hanno partecipato ad una delle riunioni del tavolo tecnico. In particolare le associazioni di familiari presenti si sono rese disponibili ad organizzare attività ludiche adattate (anche in questo caso non sanitarie e non specifiche) da proporre durante le fase di interruzione del trattamento.

Senza quindi tagliare risorse, l’obiettivo è quello di spostare parte dell’attenzione sulle valutazioni funzionali dei bambini che potrebbero avere bisogno di trattamento, riducendo drasticamente le liste di attesa per questa attività. Si andrebbero inoltre a ridurre le attese per l’inizio del trattamento, quando necessario, ed a meglio distribuire le ingenti risorse dedicate dirigendole dove sono destinate ad avere maggior successo.

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