PRIMAVERE ARABE E PRATICHE DI MIGRAZIONE

Sulla scia delle rivoluzioni arabe migliaia di giovani tunisini sono partiti nel 2011 verso l’Europa e giunti sull’isola di Lampedusa. Il governo italiano e il governo francese hanno messo in atto una serie di misure tese a impedire la mobilità di queste persone e la lor possibilità di restare in Europa. Al contempo, il mar Mediterraneo storicamente raccontato come luogo di incontro tra popoli e culture sta diventando sempre più un mare di morte, abitato da politiche di militarizzazione e di guerra alle migrazioni: oltre ai conclamati naufragi, diverse imbarcazioni di migranti sono a oggi disperse e sia il governo italiano che quello tunisino si rifiutano di rendere conto di quanto accade in quelle acque, mentre i Paesi delle due sponde del Mediterraneo continuano a firmare accordi bilaterali sulle politiche di contrasto alle cosiddette “migrazioni clandestine”.

Pratiche di migrazione e di sommovimenti degli spazi, e insieme campagne di mobilitazione contro le politiche di sparizione delle vite umane: di questo si parlerà nel corso di un incontro organizzato dall’Associazione “Giorgio Tazzioli”, in programma sabato 14 aprile 2012, dalle ore 17 in poi, presso l’aula polivalente di Via Comparini con Federica Sossi (docente all’Università di Bergamo e attivista) e il collettivo femminista di Milano LeVenticinqueundici, promotore della campagna “Da una sponda all’altra: vite che contano”. Martina Tazzioli (Goldsmiths College) presenterà in anteprima il libro curato da Federica Sossi di prossima pubblicazione dal titolo “Spazi in migrazione. Cartoline di una rivoluzione” illustrando in particolare i “sommovimenti degli spazi” prodotti dai migranti e dal loro bruciare le frontiere. Verranno inoltre proiettati alcuni filmati relativi ai temi in questione e seguirà un aperitivo solidale.

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