LAVORATORI AUTONOMI. ISPEZIONI NEI CANTIERI EDILI

Il committente di un lavoro edile, sia pubblico che privato, deve per legge, affidare i lavori ad un’impresa che abbia i “requisiti tecnico professionali” idonei per eseguirli. Per requisiti tecnico professionali di un’impresa si intende la capacità organizzativa, la disponibilità di forza lavoro, di macchine ed attrezzature, in riferimento ai lavori da realizzare. Durante l’attività di vigilanza nei cantieri edili effettuata dagli ispettori del Dipartimento di Prevenzione dall’Ausl 12 Viareggio e della Direzione Territoriale del Lavoro di Lucca, capita di verificare la presenza in un unico cantiere di più “lavoratori autonomi” che insieme portano a termine una stessa tipologia di lavoro edile.

E’ bene ricordare che un lavoratore autonomo (impresa individuale formata dal solo titolare, senza dipendenti né soci) quando assume un incarico, deve essere in grado di portarlo a termine autonomamente con la propria forza lavoro e le proprie attrezzature, senza l’aiuto di altri lavoratori autonomi. Ne consegue che il lavoratore autonomo non avendo dipendenti, potrà svolgere solo lavori di piccola entità. Se un committente vuole affidare un lavoro edile, ad esempio la ristrutturazione di un tetto, a più lavoratori autonomi, sono possibili, prima dell’inizio dei lavori, 2 opzioni:

1) uno di loro, ad esempio titolare dell’appalto, assuma la qualifica di datore di lavoro stipulando un contratto di lavoro subordinato a tempo determinato con gli altri lavoratori autonomi, per l’intera durata dei lavori
2) venga costituita una società tra i vari lavoratori autonomi interessati, ad esempio una  s.n.c.

In entrambi i casi devono essere rispettati gli obblighi riferiti ad un’impresa con dipendenti: redazione del Piano Operativo di Sicurezza, nomina del Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione, nomina del medico competente, effettuazione delle visite mediche, nomina addetti pronto soccorso ed antincendio, informazione e formazione dei dipendenti o equiparati, fornitura dei dispositivi di protezione individuali.

Un’impresa edile con dipendenti, può avvalersi di un lavoratore autonomo se questi, svolge la propria attività con reale autonomia operativa. In assenza di autonomia, ad esempio rispetta un orario di lavoro, segue le direttive del titolare dell’impresa o di un suo preposto, il lavoratore autonomo deve essere regolarmente assunto, anche a tempo determinato. In questo caso la regolamentazione dei rapporti deve avvenire applicando gli oneri previdenziali, assicurativi, contributivi, retributivi e le tutele per la salute e la sicurezza sul lavoro proprie del lavoro subordinato.

L’assunzione temporanea del lavoratore autonomo da parte di un’impresa o da parte di un altro lavoratore autonomo, non comporta per lui, la necessità di cancellare la sua posizione presso la Camera di Commercio. Inoltre, la circolare n.16 del 04/07/12 del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale ha chiarito le tipologie di lavoro che gli autonomi possono svolgere nei cantieri edili. Durante l’attività di vigilanza nei cantieri verrà prestata particolare attenzione ai requisiti tecnico professionali delle imprese a cui è stato affidato l’appalto o il subappalto dei lavori che verranno sanzionate, congiuntamente al committente, nel caso venga riscontrata una situazione irregolare come precedentemente descritta.

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