GIORNATA MONDIALE PER LA LOTTA ALL’AIDS 2012

A Palazzo Ducale, Lucca, ha preso avvio il progetto-concorso “Ultimora-Multimedialucca per la Lotta all’Aids”. Il progetto si inserisce nelle iniziative previste in occasione della Giornata Mondiale per la Lotta all’Aids che da anni vede la collaborazione dei soggetti istituzionali e del privato sociale. E’ promosso da: Ce.I.S. Gruppo “Giovani e Comunità”, Ce.S.Do.P., Aziende USL 2 Lucca e USL 12 Viareggio, Comuni di Lucca e Capannori, Provincia di Lucca, CNV, ANLAIDS, Ditestamia health promoting guys e NPS Toscana ed è rivolto agli studenti delle scuole superiori della provincia di Lucca.

I mediapartner dell’iniziativa sono: Fare Tv, Il Tirreno, La Nazione, Lo Schermo, Noi TV e Rete Versilia. L’iniziativa è stata presentata in una conferenza stampa a cui hanno partecipato l’assessore provinciale Federica Maineri, gli assessori comunali Carla Reggiannini (Lucca) e Gabriele Bove (Capannori), i direttori dell’educazione alla salute delle Aziende USL 2 di Lucca Lucia Corrieri Puliti e e USL 12 Viareggio Maria Vittoria Sturaro, Gabriella Mauri del Ceis, il medico del reparto di Malattie Infettive dell’ospedale di Lucca Michele De Gennaro e il coordinatore del Comitato Etico Locale di Lucca Sergio Ardis.

Il progetto “Ultimora 2012”

La lotta all’Aids è una realtà che trova risposte nell’informazione e nella consapevolezza; la prevenzione è un’arma; la solidarietà e l’assunzione di responsabilità sociali un dovere di tutti. Intendendo affrontare questo tema, il progetto mette al centro la comunicazione sociale, come mezzo di informazione, dialogo, partecipazione e i giovani, come attori privilegiati di una realtà in divenire che si appresta al domani. “Ultimora” si propone di realizzare un percorso di conoscenza e approfondimento del tema Aids e di svilupparlo come progetto di comunicazione sociale. La campagna, coinvolgendo alcune scuole della nostra provincia e circa 200 studenti, vuole rendere protagonisti i giovani e attraverso loro questa sarà un’occasione di informazione e sensibilizzazione per l’intera cittadinanza.

Queste le scuole presenti alla prima giornata formativa: ISA Passaglia di Lucca, IPSIA Giorgi di Lucca, ITIS Liceo Scientifico Galilei di Viareggio e ISI Simoni di Castelnuovo Garfagnana. L’iniziativa prevede una fase di formazione articolata in incontri distribuiti nel periodo novembre 2012 – febbraio 2013. Successivamente si svilupperà il concorso: gli studenti produrranno articoli giornalistici e spot che verranno diffusi e pubblicizzati grazie al contributo dei mediapartner. Parteciperanno al progetto esperti delle Aziende USL 2 Lucca e USL 12 Versilia e dell’associazione Ce.I.S., che di questa problematica sociale si occupa da decenni con una casa di accoglienza per malati di Aids e progetti di cooperazione internazionale. A conclusione la premiazione di sei elaborati, valutati da una commissione di esperti. I siti di “Squarciagola” e “Di Testa Mia” organizzeranno una votazione popolare degli elaborati, tramite forum online.

L’uso della creatività nei giovani, finalizzata non soltanto ad acquisire informazioni sui corretti stili di vita, bensì a rafforzare la consapevolezza necessaria a fare scelte responsabili è da diversi anni la metodologia privilegiata nell’ambito delle strutture di educazione e promozione della salute toscane. I premi per il concorso sono gentilmente offerti da: Agenzie Viaggi “Hobby Vacanze” e “Penta World Travel” Lucca, Casa Editrice “Maria Pacini Fazzi”, librerie “Massoni” e “Ubik” Lucca, Palestra “Qbo Club” Lucca, “Silverlake” Soluzioni per l’Informatica Pisa. Come ormai da molti anni, le ditte “Condomizzati” e “Masculan” sostengono la campagna con la fornitura di profilattici.

I locali che hanno aderito alla campagna sono: Irish Pub “Mc Culloghs”, discoteca “Kuku”, “Nicola’s”, “Ottavo Nano”, “T-Caffè”, “The Tube “. Come ormai da molti anni, le ditte “Condomizzati” e “Masculan” sostengono la campagna con la fornitura di profilattici. Qualche dato sanitario sulla diffusione dell’AIDS Nel corso del 2011 sul nostro territorio dell’Azienda USL 2 di Lucca sono stati osservati 11 nuovi casi da infezione da HIV, casi pari ad un incremento di circa il 4% . Tra questi il 40% erano soggetti in fase avanzata di malattia i cosiddetti “late presenters”  di cui 2 già in AIDS. Tale fenomeno dimostra la tendenza ad una diagnosi tardiva con gravi ritardi all’accesso alle terapie antivirali che allo stato attuale garantiscono una buona qualità di vita ai pazienti con prognosi di vita sovrapponibili alla popolazione normale. Questi dati confermano ulteriormente come, a fronte di una modesta riduzione numerica dei casi incidenti, permanga una scarsa percezione del rischio con la conseguenza di diffondere inconsapevolmente l’infezione.

Prevenzione, ma non solo

Nel mondo occidentale oggi le cure ci sono e la qualità della vita per gli ammalati è decisamente migliorata. Qui di AIDS si muore meno, ma non si guarisce. C’è un’importante arma per impedire che l’HIV si insinui nella nostra vita: la prevenzione. E’ bene ricordare che il virus HIV è insidioso e pericoloso perché rimane nascosto nelle persone contagiate senza dare segni di malattia per molti anni. In questo lungo periodo i soggetti sieropositivi non sanno di esserlo e possono contagiare, senza volerlo, altre persone. Già da alcuni anni in Italia, come nel resto del mondo occidentale, la diffusione del virus non è più circoscritta alle persone cosiddette “a rischio” ed è quindi in forte crescita tra le persone adulte omo/eterosessuali, prevalentemente maschi tra i 35 e 50 anni, che hanno rapporti sessuali non protetti in relazioni promiscue.

Uno dei principali problemi è che si arriva tardi a sottoporsi al test (e quindi alla terapia) per paura di essere discriminati e per ignoranza. Non solo prevenzione, quindi. E’ necessario anche lottare contro l’emarginazione e la discriminazione. Spesso, pur di esorcizzare le paure, preferiamo allontanarle da noi, spostandole verso mondi diversi, di spazio o di genere: Africa, tossicodipendenti, omosessuali, prostitute… Proprio per questo, non si può abbassare la guardia di fronte all’aumento dei casi tra gli eterosessuali tra i 35 e 50 anni, socialmente integrati e “normalizzati”; di fronte ai giovani che rimuovono il problema forti della percezione di invulnerabilità che hanno di sé; ad un “consumo” della sessualità poco consapevole in fasce di età sempre più basse; a chi, pagando sulla propria pelle le conseguenze della malattia, vive quotidianamente una condizione di discriminazione; ad un modello di globalizzazione, che esclude dall’accesso ai farmaci chi ne ha più bisogno, come i paesi subsahariani.

Il fenomeno richiede anche oggi un impegno sociale alto, rendendo capillare l’informazione, educando a comportamenti sani, assicurando alle persone ammalate una giusta qualità della vita e il diritto all’accesso alle cure, sfatando il pregiudizio, promuovendo la cooperazione internazionale.
La Giornata Mondiale per la Lotta all’Aids (1° dicembre) rinnova il significato di questo impegno ma il richiamo a fronteggiare la malattia deve spendersi nel quotidiano, non esaurirsi in questa giornata alla quale è comunque giusto continuare ad attribuire un alto valore simbolico.

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