RETI DI SALUTE MENTALE: UNA GIORNATA PARTECIPATA

…Non lavoro, non produco niente nemmeno pensieri, non guido la macchina, manco vado in bici, nelle vene mi scorre sangue inquinato da psicofarmaci, per la società sono una sanguisuga : pensionato ed esente per reddito per le medicine. Peggio di niente; gli altri mi guardano schifati. Il Centro (Diurno) no, non mi giudica ma mi accoglie tutto intero. Per gli altri sono meno di una formica ma io vi dico : anche le formiche nel loro piccolo si incazzano!!!

Ci vado (al Centro Diurno) perchè sono solo, si guarda un film, qualche rivista, la colazione, due chiacchIere e poi c’è Tubino che mi garba da morire…

Al Centro (Diurno) i pensieri che mi vengono sono pieni di voglia e di serenità ; ci sto bene quando dipingo o faccio bricolage o partecipo alle gite. (Il Centro Diurno) è stare in compagnia, vedere il tramonto, andare in gita il giovedì per camminare e pensare ai miei cari e agli amici…

Queste sono alcune riflessioni portate dagli utenti del Centro di Salute Mentale nella giornata, organizzata dal Dipartimento di salute mentale e dall’Unità Funzionale Inclusione sociale, sul tema: reti di salute mentale, esperienze a confronto, presso l’aula polivalente di via Comparini.

L’incontro, che ha registrato una presenza di circa 200 persone, ha costituito un reale momento di confronto di realtà lavorative, di esperienze di partecipazione e di espressione artistica delle vicine zone socio-sanitarie: Pisa, Lucca, Mediavalle, Valdera oltre alle realtà locali dei progetti-lavoro e dei laboratori espressivi e di socializzazione dell’U.F Inclusione Sociale , dei centri di salute mentale e delle comunità terapeutiche La Rocca e M.Tobino e di una realtà scolastica come l’Istituto Agrario di Mutigliano.

In particolare, la performance del laboratorio “teatro dei Papalagi” di Fornaci di Barga ha inchiodato l’attenzione, per più di un’ora, di tutti i presenti che hanno partecipato all’evento anche attraverso un’interazione diretta con gli stessi attori, utenti ed operatori del centro diurno, diretti e coordinati dallo psichiatra Mario Betti. L’incontro , che si è svolto per tutto l’arco della giornata, ha previsto anche una pausa-pranzo in cui l’associazione L’uovo di Colombo, con il proprio laboratorio di cucina, ha offerto a tutti un buffet caldo permettendo così a tutte le persone interessate di rimanere in sede e seguire gli interventi e i contributi sia delle realtà locali sia dei numerosi ospiti.

Il clima di partecipazione e collaborazione è stato in parte compromesso dal fatto di aggressione da parte di un partecipante nei confronti di un medico psichiatra; il fatto, che ha prodotto in molti presenti turbamento e sconcerto per un gesto così incomprensibile, è stato poi potenziato dalla stampa locale con titoli come “sangue al ceser!”. Forse sarebbe stato più costruttivo che una volta tanto la stampa rivolgesse la sua attenzione più che alla spettacolarità degli aspetti di violenza, comunque riconducibili a uno stato di sofferenza, alla voglia dei presenti di ascoltare e comunicare esperienze positive, di far sentire la propria voce e la propria volontà di cambiamento e di riconquista delle proprie capacità di espressione, di recupero della propria autostima, di realizzazione del proprio progetto di vita.

Ondina Della Martina
U.F Inclusione Sociale

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