L’INCREDIBILE STORIA RACCONTATA DAL DOTTOR MANCA

Vi racconto un fatto a me capitato ieri pomeriggio. La Signora M.L. del 1943, già da me a suo tempo visitata per una artrosi d’anca e da me inserita in lista di attesa per intervento di artroprotesi, peraltro già “preospedalizzata” e pronta per essere operata, ieri pomeriggio ha fissato un appuntamento in libera professione non perchè avesse necessità di ulteriori visite o chiarimenti in relazione all’intervento che doveva subire ma, semplicemente,visto quello che scrivono i giornali, vista la riduzione dei posti letto, visto che non potete più operare protesi d’anca, visto che mi hanno detto che avete solo protesi di seconda scelta, visto che non ci sono più infermieri nei reparti, le chiederei se mi può operare privatamente al San Camillo…” Ho scritto fra virgolette perchè queste sono state le sue parole.

Preciso che la Signora è casalinga e moglie di un pensionato dell’En el e vive a Capezzano Pianore, non è una imprenditrice ricchissima o assicurata. Ho passato circa 45 minuti citando le sale operatorie “Iso5″, i dati riportati dalla Agenas che avevo e che le ho mostrato, i dati del MeS del S. Anna, i dati delle interviste del S.Anna per l’accreditamento. Pochi minuti prima avevo ricevuto anche i report del 2012 che le ho mostrato e le ho detto che dall’inizio del 2013 il nostro reparto era passato da 42 posti a 48 posti, che un medico che era stato trasferito era stato sostituito con uno di mia scelta, che le protesi che impiantiamo sono le stesse che troverà negli ospedali di grande livello in tutto il mondo, che stiamo operando dalle 16 alle 18 protesi alla settimana e che i risultati delle stesse oscillano fra il 97% ed il 98% di risultati fra buono ed ottimo. L’ho accompagnata poi a fare un giro nel reparto dove ha potuto constatare con i propri occhi i Pazienti Operati nei giorni precedenti, comodamente seduti in poltrona a leggere ed i Pazienti operati nella mattinata che ricevevano le cure solite dell’immediato post operatorio con terapia del dolore in pompe automatiche, Foot pump per prevenzione della trombosi venosa, in un reparto dove regnava il silenzio e gli infermieri passavano a prestare la loro opera da un paziente all’altro con serenità.

In ultimo, ho riferito che ben due scuole di specializzazione in Ortopedia inviano qui da lontano i loro Medici per imparare la pratica del lavoro che faranno in futuro. La Signora è  andata via serena ed ovviamente verrà a farsi operare.

Ho voluto raccontarvi questa incredibile storia perchè vorrei far capire, a quanti quotidianamente manifestano davanti al nostro Ospedale o seguono distrattamente la cronaca senza entrare nel merito reale delle questioni, quanto male fanno alla popolazione locale ed in particolare a coloro che, per le loro condizioni, non vogliono o non possono rivolgersi ai privati. Una malainformazione può fare molti danni e far si che molti si rivolgano altrove e non sempre in strutture adeguate e fidate.

Dottor Mario Manca
Direttore Ortopedia Ospedale “Versilia”

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