IL SISTEMA SANITARIO TOSCANO E’ SOLIDO ED IN CRESCITA

“Il Sistema Sanitario Toscano, anche in tempi di crisi, è solido, ben strutturato e in crescita. Abbiamo affrontato una crisi economica senza precedenti, mantenuto il livello dei servizi e migliorato molte performance, continuato a investire e innovare, contenuto i costi operativi, rinnovato e potenziato il sistema dei controlli; pensato, approvato, affrontato e iniziato una prof0nda ed epocale riorganizzazione. Quanto ai bilanci, è notizia della settimana scorsa che il Tavolo Ministeriale ha valutato positivamente la sanità toscana anche per il 2011.

Questo il senso della comunicazione che l’assessore al diritto alla salute Luigi Marroni ha fatto ieri pomeriggio in Consiglio, in risposta a una richiesta del Pdl di illustrare lo stato della riforma dell’organizzazione del SST, la situazione dei bilanci, e quanto è stato fatto dal giugno scorso ad oggi in tema di sanità e welfare.

“Il processo di innovazione da noi avviato – ha detto l’assessore in apertura della sua comunicazione – risponde ad un’esigenza strategica che mira a ripensare un efficiente sistema sanitario nel momento in cui deve misurarsi con le risorse disponibili, le innovazioni organizzative, le nuove conoscenze tecniche e scientifiche. Questa è la vera partita che come giunta ci siamo imposti di giocare. Per rispondere a una riduzione effettiva del Fondo Sanitario senza precedenti, unita a manovre nazionali di spending review, che, se non si fosse agito con tempestività e fermezza, avrebbero reso certa l’insostenibilità del sistema – ha sottolineato – abbiamo dovuto trovare strumenti e metodi in grado di rafforzare il sistema nel medio-lungo periodo, con l’obiettivo primario di continuare a garantire gli ottimi standard di erogazione dei servizi raggiunti grazie ad anni di impegno costante delle istituzioni e di tutti i lavoratori”.

L’assessore ha poi illustrato gli obiettivi raggiunti in questi anni dalla sanità toscana, la situazione dei bilanci e le iniziative messe in atto per ptenziare i controlli, e la riorganizzazione del SST avviata da luglio scorso.

La sanità toscana: risultati di anni di buona gestione

– La speranza di vita: i toscani vivono più a lungo. Un toscano ha un’aspettativa di vita di 79,9 anni se maschio e di 84,9 se femmina (media italiana rispettivamente 79,2 e 84,4).

– La mortalità generale in costante e progressiva diminuzione e sempre minore di quella italiana. La mortalità infantile (nel primo anno di vita) è diminuita in Toscana nel corso degli anni, assestandosi intorno al 2,6 per 1.000 nati nel biennio 2007-2008, rispetto a una media italiana di 3,3; la mortalità perinatale (a 6 giorni dalla nascita) è di 1,9 morti ogni 1.000 nati vivi (media italiana 2,4). Mortalità generale: 107.88 ogni 10.000 residenti nei maschi e 67.88 ogni 10.000 residenti femmine (media italiana, rispettivamente 110.92 e 69.46. Diminuisce la mortalità per tumori, sia nei maschi che nelle femmine in tutte le classi di età. La sopravvivenza migliora anche grazie ad un miglioramento nelle cure e nella prevenzione.

– Esiti e qualità in ospedale. Nel Programma nazionale Esiti 2012, del Ministero della salute e Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali), la Toscana è nel gruppo di testa e migliora più delle altre regioni. Questo significa che è in grado di salvare più vite ed evitare più morti.

– Gli stili di vita: i toscani si muovono di più. La percentuale di sedentari tra i 18 e i 69 anni nel 2010 è pari al 29% in Toscana e al 31% in Italia. In media, 7 bambini toscani di 8-9 anni su 100 sono obesi, contro 11 della media italiana; e 8 adulti (media italiana 10).

– Il tasso di ospedalizzazione va nella direzione dell’appropriatezza. Diminuiscono i ricoveri inappropriati, aumentano gli interventi chirurgici.

– La qualità delle cure è ulteriormente migliorata. Per le fratture di femore nel 2011 la Toscana arriva al 60% di fratture operate nelle 48 ore e nel 2012 raggiunge il 71%, contro una media nazionale ferma al 39%. Siamo l’unica regione in Italia ad aver ottenuto tali risultati di miglioramento.

– Gli accessi al pronto soccorso sono leggermente diminuiti. 1.182.330 accessi nel 2011; 1.098.897 accessi nel 2012. Segno che la popolazione fa un utilizzo sempre più corretto di questo servizio e che aumenta la risposta che il cittadino trova nei servizi offerti dai medici di base.

– I servizi territoriali sono nettamente migliorati. Il lavoro svolto dai medici di famiglia e l’attivazione sempre più ampia del programma Sanità d’iniziativa e del Chronic Care Model ha permesso di ridurre le ospedalizzazioni per patologie croniche.

– La Toscana produce innovazione clinica a livello nazionale ed europeo. Tra le azioni di valore assistenziale e scientifico più significative, si ricorda la strategia adottata nel 2012 per lo screening del tumore della cervice uterina: la Toscana è passata dal Pap test al test Hpv. Questo pone la Toscana all’avanguardia in Italia nell’innovazione e trasferisce in un programma di screening anni di fruttuosa ricerca scientifca, di cui Ispo (Istituto per lo studio e la prevenzione dei tumori) è stato protagonista.

– Il giudizio dei cittadini toscani a dicembre 2012. Nell’ultimo trimestre 2012 il Mes (Laboratorio Management e Sanità della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa) ha effettuato un’indagine telefonica di soddisfazione della popolazione sui servizi pubblici. Su un totale di circa 2.600 interviste, oltre il 50% dei cittadini è più che soddisfatto del servizio sanitario toscano, che risulta essere il servizio più apprezzato, e solo il 2,6% si dichiara totalmente insoddisfatto.

L’equilibrio economico e i bilanci

“Nonostante alcuni gravi fatti accaduti negli ultimi anni, il sistema sanitario regionale è sano – ha chiarito l’assessore Marroni – Lo dimostra, in modo inconfutabile, il fatto che la Regione Toscana fino ad oggi non è mai stata sottoposta ad alcun tipo di piano di rientro, superando sempre la verifica da parte dello specifico Tavolo Ministeriale istituito per verificare il rispetto degli adempimenti a carico delle Regioni. Voglio sottolineare che solo altre 7 Regioni oltre alla Toscana oggi non sono in piano di rientro. Ed è notizia della scorsa settimana che il Tavolo ha valutato positivamente la sanità toscana anche per l’anno 2011. Questo significa che fino al 2011 compreso (sono inclusi quindi tutti gli effetti della vicenda della Asl di Massa)  è stato confermato che dal punto di vista economico la sanità toscana è in pareggio”. L’assessore ha sottolineato quanto sia “fuorviante utilizzare, come è stato fatto nelle scorse settimane, risultati economici infra-annuali e cumulativi aziendali, e anche trarre conclusioni sull’andamento complessivo del sistema regionale, sommando i risultati economici di più aziende”.

La vicenda di Massa – ha spiegato Marroni – ha indotto la Regione a rafforzare, in aggiunta ai molti già esistenti, l’intero sistema dei controlli, anche attraverso l’inserimento di nuove forme di monitoraggio e verifica. Oltre alla certificazione dei bilanci, avviata ormai dalla Toscana da diversi anni (non è resa obbligatoria da leggi nazionali, e la Toscana è l’unica regione in Italia ad avere la prevalenza dei bilanci delle aziende certificata), la Toscana ha introdotto importanti nuovi strumenti di monitoraggio e controllo. Questi i principali:

– bilancio “autorizzativo”
– monitoraggio regionale trimestrale in aggiunta all’usuale monitoraggio mensile
– revisione e approfondimento del sistema dei controlli regionali sui bilanci
– controlli interni ispirati a D.Lgs 231/01 e L.262/05
– gestione sanitaria accentrata
– certificazione del coordinamento dei controlli.

“Il problema non è quindi ridurre il deficit, in quanto il deficit non c’è – ha osservato Luigi Marroni – Il tema vero è come affrontare due straordinari eventi che rendono il mantenimento dell’attuale pareggio economico sempre più difficile”. E cioè, la riduzione significativa e drammatica della disponibilità di risorse in 3 anni; e l’applicazione del D.Lgs 118/2011 a partire dal 2012, che comporta, ad invarianza di costi “reali”, la rilevazione di un livello notevolmente più alto di costi “contabili”.

Per affrontare questa sfida, la Regione ha intrapreso una serie di azioni sul fronte degli approvvigionamenti, acquisti, servizi, farmaceutica. E ha attivato una profonda riforma del sistema.

La riorganizzazione del Sistema Sanitario Regionale

Con la delibera approvata alla fine del 2012, la Regione Toscana ha avviato una profonda riorganizzazione del suo sistema sanitario, ispirata a cambiamento, qualità ed equità. Obiettivi principali, il potenziamento dell’assistenza sul territorio, l’appropriatezza dei ricoveri ospedalieri, la riduzione delle Centrali operative dell’emergenza urgenza a 3, una per ciascuna Area Vasta, la razionalizzazione dei laboratori. Sei le aree di intervento: territorio-ospedale-residenzialità, appropriatezza della produzione ospedaliera, emergenza-urgenza, laboratori, prevenzione, farmaceutica-beni e servizi. Tra le azioni, alcune già avviate, altre in fase di avvio, l’implementazione del modello assistenziale Casa della Salute; il recupero dell’efficienza e l’incremento dell’appropriatezza della produzione ospedaliera; lo sviluppo delle cure intermedie; la riorganizzazione delle Centrali operative del 118; la razionalizzazione della rete dei laboratori. Con la delibera del dicembre 2012, la giunta ha dato mandato alle aziende sanitarie ed alle Aree Vaste di predisporre i rispettivi progetti attuativi. A tal fine ha destinato una somma di 41.850.000 euro, di cui 20.000.000 per l’avvio delle azioni di riordino e 21.850.000 a supporto del miglioramento dell’appropriatezza delle prestazioni.

Lucia Zambelli
Toscananotizie.it

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