ORL: Tumori

 

  • Tumori della cavità orale, della laringe, della faringe

Quasi il 90 per cento di tutte le affezioni tumorali ORL (ORL = otorinolaringoiatriche, concernenti bocca, naso e orecchie) si sviluppano nei punti seguenti: cavità orale (labbra, base del cavo orale, parte mobile della lingua, gengive, guance, palato duro), volta faringea superiore (tonsille palatine, velo pendulo o palato molle, base della lingua), faringe inferiore (regione intorno al laringe) e laringe (corde vocali).
Una massa sospetta sulle labbra o sulle gengive, una ferita che non si rimargina sono possibili segnali di allarme della presenza di un tumore del cavo orale.
La faringe può essere interessata da tumori maligni in ciascuna delle sue tre porzioni: il nasofaringe (o rinofaringe), l’orofaringe (dove si incrociano la via alimentare e quella respiratoria) e l’ipofaringe.
La laringe è un organo dell’apparato respiratorio a forma di condotto, lungo circa 12 centimetri, oltre a fungere da punto d’origine per le vie aeree inferiori, la laringe ospita le corde vocali, organo fondamentale della fonazione. I tumori della laringe originano, nella maggior parte dei casi, dalla mucosa (epitelio) che riveste l’interno del canale: il più comune è il carcinoma a cellule squamose.

  • Incidenza

Su scala mondiale, i tumori della testa e del collo (compresi dunque quelli della faringe, della laringe e del cavo orale) rappresentano il 10% circa di tutte le neoplasie maligne negli uomini e il 4% nelle donne.
I tumori del labbro rappresentano l’11% dei nuovi casi di tumore orale, ma causano solo l’1% dei decessi totali. Sono più comuni negli uomini, e si sviluppano maggiormente in persone dalla pelle chiara, che hanno trascorso molto tempo al sole (ad esempio i pescatori). I tumori del cavo orale sono più frequenti in persone che masticano tabacco o fumano la pipa.
Negli ultimi anni si è evidenziata una progressiva diminuzione dell’incidenza dei tumori della laringe, della faringe e del cavo orale nel sesso maschile. Nel sesso femminile, invece, si è registrato un aumento. Il motivo di questa tendenza va ricercato nel fatto che oggi ci sono più donne, rispetto al passato, che iniziano a fumare e più uomini che, al contrario, decidono di smettere. In Italia si contano 5.000 circa nuovi casi l’anno di tumore alla laringe tra gli uomini e 500 tra le donne.
I tumori della faringe rappresentano invece il 31% dei casi di tumore orale e determinano la metà dei decessi totali per neoplasie del cavo orale; in Italia si registrano circa 4.600 nuovi casi l’anno per gli uomini e 1.300 per le donne.

  • Sintomi

L’età media alla diagnosi di un tumore del cavo orale è di 64 anni e il 95% insorge dopo i 40 anni. Purtroppo molti carcinomi ORL sono inizialmente indolori e i loro sintomi sono simili ad attacchi influenzali. Per questo si tende a scambiarli spesso per disturbi innocui che vengono trascurati dai pazienti. Spesso ci si accorge di avere sviluppato il cancro a uno stadio abbastanza avanzato della malattia.
Ecco i sintomi ai quali occorre prestare attenzione ed in presenza dei quali è opportuno rivolgersi al medico:
se si nota una massa nel labbro, in bocca o nelle gengive, una ferita che non si rimargina o un dolore in bocca, o dolore e difficoltà nel mettere la dentiera; se si ha difficoltà a inspirare aria da una narice sola, fuoriuscita di secrezioni (talora sangue) dal naso, chiusura della tuba di Eustachio (sensazione di orecchie tappate);
se si ha difficoltà di deglutizione e dolore;
se si ha difficoltà a deglutire associata, a volte, ad alterazioni del timbro di voce, difficoltà a emettere suoni e dolore irradiato verso l’orecchio;
se si nota un abbassamento di voce immotivato, voce che diventa roca, dolore e difficoltà nella deglutizione, un mal di gola cronico (oltre le due settimane), gonfiore sul collo.
È importante fare attenzione a questi segnali di allarme e rivolgersi al medico.

  • Prevenzione e diagnosi precoce

Un’alimentazione sana, la moderazione nel consumo di alcol e la rinuncia al tabacco, unitamente a una buona igiene orale e dentale, riducono in modo drastico il rischio di tumori orl.
Il tabacco e l’alcool costituiscono i fattori di rischio principali, singolarmente ma soprattutto in combinazione fra di loro: in effetti oltre il 75% di tutti i carcinomi ORL interessano gli alcolisti e i forti fumatori. Poiché la malattia colpisce, sia pure raramente, anche i non fumatori, sono probabilmente responsabili dell’insorgere del tumore anche altri fattori (alimentazione, fattori ereditari o professionali).
Considerato che i tumori diagnosticati precocemente sono curabili nella misura dell’80 e persino del 100%, le persone sopra la quarantina dovrebbero sottoporsi ad accurata visita specialistica in caso di sintomi ORL che persistano oltre le tre settimane e in tutti gli individui che consumano tabacco (sigarette, pipa, sigaro) o che assumono regolarmente alcol, occorrerebbe prestare particolare attenzione alle lesioni precancerose e a qualsiasi segno o sintomo di tumore del cavo orale.
Un esame del cavo orale, eseguito da uno specialista, è consigliabile a tutti i soggetti, di età superiore a 60 anni, che abbiano fattori di rischio per il carcinoma orale. In assenza di sintomi, i principali esami per diagnosticare i tumori del cavo orale, sono l’ispezione e la palpazione (alla ricerca di masse) del pavimento della bocca, del palato molle e della lingua, con l’aiuto di uno specchietto da dentista.
Per la diagnosi dei tumori della faringe e della laringe, in presenza di sintomi, l’esame più utile è la laringoscopia, una procedura indolore che permette al medico di ispezionare la laringe e le corde vocali.
Ogni lesione sospetta della mucosa deve essere sottoposta a biopsia col prelievo di una piccola porzione di tessuto.

  • Terapie

Premesso che i pazienti con tumori del cavo orale in fase iniziale hanno una prognosi migliore di quelli con tumori diagnosticati in stadio avanzato, come per quasi tutti i tumori, la guarigione dipende dalle condizioni generali di salute, dalla sede e dalla diffusione ai linfonodi regionali o ad altre parti dell’organismo.
La sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi è del 52% e oscilla tra il 79% dei pazienti con tumori confinati alla sede di insorgenza e il 19% dei pazienti con tumori metastatici.
I metodi di cura più efficaci per i tumori del cavo orale, della faringe e della laringe consistono nell’asportazione chirurgica (quando il tumore è circoscritto) o, nelle situazioni più gravi, nell’asportazione di tutto l’organo e dei linfonodi circostanti. In alcuni casi (asportazione di una parte considerevole del labbro o della bocca) possono rendersi necessari la chirurgia plastica o l’apprendimento di nuovi modi di mangiare e parlare.
Per i tumori della faringe, gli interventi di asportazione dell’organo sono molto complessi perché è particolarmente difficile ricostruire il canale alimentare. In presenza di un tumore della laringe, si può essere costretti a eseguire una laringectomia (ossia la demolizione dell’organo e delle corde vocali) che può portare alla perdita completa della capacità di parlare. Grazie però ad un addestramento (logoterapia) e all’impiego di speciali apparecchi, anche in assenza di laringe e corde vocali, alcuni pazienti riescono a tornare a usare la voce.
Nel periodo post operatorio, possono essere utilizzate come adiuvanti (o come neoadiuvanti se somministrati prima dell’intervento) la radioterapia e la chemioterapia.
Come sempre, la scelta della terapia dipende dalla localizzazione e dal volume del tumore, da un eventuale interessamento dei linfonodi, nonché dall’età e dall’operabilità del paziente. Il metodo migliore è quello che non solo risulta più promettente ai fini della guarigione, ma che dà altresì i migliori risultati sotto il profilo estetico e sotto il profilo funzionale (respirazione, deglutizione e possibilità di parlare).

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