Terapia ormonale

La pillola
Le indagini epidemiologiche effettuate dicono che, con gli anticoncezionali orali, la probabilità di ammalarsi di cancro al seno aumenta del 2 per cento per ogni anno d’uso. Comunque prima dei 35 anni il rischio di ammalarsi è talmente basso da rendere non significativa l’azione della pillola. Dopo questa età invece può incidere significativamente. E’ bene per cui per stare tranquille ed intensificare i controlli.

Terapia ormonale
I fattori di rischio, superati i 50 anni di età, da considerare nella prevenzione dei tumori al seno sono fondamentalmente due: la terapia ormonale sostitutiva della menopausa e l’eventuale aumento di peso che può verificarsi dopo la scomparsa delle mestruazioni.
La terapia ormonale sostitutiva non può essere prescritta a tutte le donne, vanno selezionate e con lo scopo di contrastare i sintomi più importanti della menopausa. Vi è un legame esponenziale fra le terapie ormonali e l’aumento dei casi di cancro al seno. E’ stato provato scientificamente che le terapie sostitutive a base di soli estrogeni aumentano il rischio di cancro al seno fino al 30% in 10 anni.

Tale pericolo raddoppia con quelle che sfruttano una combinazione di estrogeni e progestinici. Rimane comunque un rischio relativo e non assoluto. Per cui visto che le terapie sostitutive a base di ormoni possono essere estremamente utili per migliorare la qualità della vita nelle pazienti sintomatiche (vampate di calore, depressione, secchezza vaginale,e calo della libido che impediscono i rapporti sessuali, osteoporosi con rischio di fratture.
E’ per queste persone che conviene innalzare il rischio piuttosto che lasciarle per anni con i sintomi sopra descritti: non appena viene interrotta la terapia sostitutiva il rischio si azzera nel giro di cinque anni.

 

Dieta
Ingrassare di cinque sei chili dopo la menopausa può elevare il rischio di tumore al seno. Il rischio legato all’aumento di peso in questo periodo della vita può essere paragonabile a quello di chi segue una terapia ormonale sostitutiva a base di soli estrogeni.

 

Farmaci contro il tumore
Le pazienti affette da tumore al seno possono usufruire di due importanti molecole per combattere la malattia i cosiddetti antiestrogeni. Vengono prescritti dopo l’intervento per evitare le recidive a tutte le pazienti affette da eteroplasie ormono-dipendenti. Contengono infatti molecole che bloccano l’azione degli ormoni estrogeni, i quali hanno un ruolo cruciale nella stimolazione delle cellule tumorali. Il primo è il tamoxifene che secondo alcuni lavori scientifici può ridurre del 65 per cento il pericolo di ammalarsi nelle donne a rischio . L’altro si chiama anastrazolo che è un inibitore dell’aromatasi, rispetto al primo non ha effetti collaterali sull’utero ma aumenta il rischio di osteoporosi e di infarto.

 

 

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