ANESTESISTA E ANESTESIA

L’ Anestesista è il medico chirurgo specialista in Anestesiologia e Rianimazione. In Sala Operatoria i suoi compiti sono sinteticamente due: somministrare i farmaci anestetici più adatti ad ogni singolo caso, ma, soprattutto, controllare le funzioni vitali dell’organismo (es. ritmo cardiaco, pressione arteriosa, ossigenazione, eventuali perdite di sangue ecc..). Per quanto riguarda l’ anestesia se ne possono genericamente distinguere due tipi:
  • GENERALE in cui il malato viene “addormentato” e quindi privato di coscienza;
  • LOCALE O REGIONALE in cui si rimane “svegli”, cioè coscienti, ma si viene privati del dolore.

 

La scelta definitiva su quale tecnica utilizzare viene effettuata solo dall’anestesista della sala operatoria che cercherà di tenere conto sia delle esigenze del paziente che di quelle del chirurgo.
LA VISITA ANESTESIOLOGICA
E’ importante non tacere alcuna delle vicende cliniche presenti o passate; lasciate che sia l’anestesista a valutare la loro importanza!
Le malattie passate e presenti
Dalla loro conoscenza dipende la scelta del tipo e dei farmaci dell’anestesia, nonché il tipo d’assistenza da fornire prima, durante e dopo l’anestesia. In particolare sono importanti le malattie del cuore ( es. angina, infarto, ipertensione. ecc.) e dei polmoni (infezioni, bronchite cronica, enfisema, ecc. ), ma devono essere valutate anche altre patologie, come ad esempio il diabete o malattie del fegato o del rene.
Le medicine assunte
E’ molto importante conoscere il tipo e le dosi dei farmaci che si sta assumendo. Poiché può essere una cosa difficile da ricordare, potrebbe essere utile portare con sé la prescrizione medica o, in ogni modo, le confezioni dei farmaci.
Gli interventi chirurgici precedenti
E’ importante conoscere sia il tipo d’intervento, se sia stato effettuato in anestesia generale, e se vi siano stati inconvenienti al risveglio. Se il paziente non è mai stato operato è importante sapere se tra i propri parenti vi siano stati problemi legati all’anestesia.
L’abitudine al fumo
Deve venire segnalata, ed inoltre sarebbe bene astenersi dal fumare nelle 2-3 settimane antecedenti l’intervento perché ostacola l’ossigenazione del sangue, irrita trachea e bronchi e stimola la tosse (la quale a sua volta ostacola il riposo dopo l’intervento ed esacerba il dolore).
Raffreddore o influenza
Un raffreddore lieve o una banale influenza senza febbre non necessariamente fanno rimandare l’intervento. Questa condizione va in ogni caso segnalata: discuteremo con il chirurgo l’opportunità o meno di procedere all’intervento.
Mestruazioni
E’ una condizione da segnalare ma non pregiudica l’intervento, specie se di breve durata.
Gravidanza
Deve essere assolutamente dichiarata, ciò implica il rinvio dell’intervento se non ci sono condizione di urgenza, altrimenti, cercheremo di adottare le strategie anestesiologiche più opportune per la protezione sia della madre che del feto.
Pacemaker (stimolatore cardiaco permanente)
Se Vi è stato applicato un pacemaker ricordatevi di portare con Voi il cartellino con le caratteristiche dell’apparecchio, la data d’impianto e l’ultimo controllo.

 

Per una migliore e precisa valutazione di quanto sopra esposto Vi chiediamo di riempire il questionario allegato a queste informazioni. Ciò permetterà di non tralasciare alcuna notizia clinica e consentirà di individuare le tecniche ed i trattamenti anestesiologici migliori per Voi. Si consiglia di compilarlo assieme al Vostro Medico di famiglia o al Medico Specialista che propone l’intervento chirurgico, perché possa aiutarVi per eventuali dubbi

 

IL CONSENSO INFORMATO

Al termine della visita anestesiologica Vi sarà chiesto di firmare l’avvenuta informazione ed il consenso all’anestesia, contenuti nello stesso foglio del questionario. Questa firma non ha il significato di uno “scarico di responsabilità” da parte del medico, ma è l’ autorizzazione che ci permette di eseguire un trattamento sanitario sulla Vostra persona, dato che come cita l’art.32 della Costituzione” nessuno può essere obbligato ad un trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge in nessun caso può violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”

 

LE ORE PRECEDENTI L’INTERVENTO

 

I cibi solidi
L’assunzione di cibi solidi viene proibita fin dalla mezzanotte che precede l’intervento chirurgico: il digiuno va rigorosamente rispettato. In caso contrario (a meno che l’intervento non sia un’emergenza) l’intervento deve essere rimandato.

 

I liquidi
L’assunzione di piccolissime quantità d’ acqua naturale non gassata durante la notte è permesso, ma nelle due ore che precedono l’intervento Vi è consentita solo la minima quantità d’acqua necessaria per assumere farmaci. Qualsiasi altro liquido (latte, caffè, thè, bevande gassate o meno, alcoolici ecc.) segue le stesse regole ferree dei cibi solidi sull’astinenza dalla mezzanotte antecedente l’intervento.

 

Il mancato rispetto del digiuno, sia per i liquidi che per i solidi può comportare il rischio del vomito in un momento in cui le Vostre vie respiratorie non sono adeguatamete protette. La conseguente inondazione delle vie respiratorie da parte del materiale acido proveniente dallo stomaco può avere conseguenze estremamente gravi e mortali!

 

PRIMA DI ENTRARE IN SALA OPERATORIA

Protesi dentarie e lenti a contatto
Le lenti a contatto e le protesi dentarie devono essere lasciate in corsia. In particolare queste ultime, se mantenute, possono provocare durante anestesia gravi problemi respiratori. La probabilità di essere sottoposto ad anestesia locale non permette ugualmente di mantenere in sede le protesi. Sempre per lo stesso motivo devono essere segnalati quei denti che non siano ben fissi o che “tentennino”, come pure le capsule o le otturazioni non perfettamente aderenti.

 

Cosmetici e gioielli
Le labbra e le unghie sono importanti per valutare la corretta ossigenazione del paziente, perciò si deve evitare di arrivare in sala operatoria con rossetto o smalto (anche se trasparente). Tutti gli oggetti metallici o gioielli devono essere lasciati in custodia ad un familiare. Il personale della Sala operatoria non può farsi carico della conservazione degli oggetti del paziente.

 

La pre-anestesia
La mattina dell’intervento Vi saranno somministrati dei farmaci per via orale o intramuscolare. Serviranno per ridurre l’ansia e per preparare il Vostro organismo all’anestesia. Probabilmente Vi sarà inserito in reparto un ago in vena, una cannula in plastica attraverso cui verranno somministrati i liquidi ed i farmaci necessari. La cannula Vi sarà successivamente tolta in reparto al momento opportuno.

 

IN SALA OPERATORIA

Per prima cosa verrete monitorizzati, Vi saranno applicati cioè un bracciale per misurare la pressione automaticamente a precisi intervalli, una specie di piccolo ditale che ci permette di vedere quanto ossigeno circola nel Vostro sangue, e particolari cerotti che, tramite cavi, ci fanno vedere istante per istante il Vostro elettrocardiogramma.

 

L’ANESTESIA GENERALE
Quando sarete sul lettino operatorio Vi verranno somministrati dei farmaci per iniziare l’anestesia e permettere, quando dormirete, di inserire un tubo di plastica attraverso la bocca nelle vie respiratorie. Ciò permetterà di collegarVi ad una macchina che, sotto lo stretto controllo dell’anestesista, Vi assicurerà una ventilazione artificiale. Questa manovra, se i Vostri denti non sono perfettamente saldi, può determinare involontariamente la loro avulsione, cosa che ovviamente cerchiamo di evitare. Al Vostro fianco, per tutta la durata dell’anestesia ci sarà un anestesista che controllerà le funzioni del Vostro organismo, pronto ad intervenire al bisogno.

 

L’ANESTESIA LOCO-REGIONALE
In questo tipo di anestesia non viene abolita la coscienza, ma viene impedita la trasmissione del dolore dalla ferita al cervello, per cui non avvertirete alcun dolore durante l’intervento. L’ anestesia di tipo spinale si ottiene introducendo un particolare anestetico, tramite un ago sottilissimo in prossimità del canale vertebrale, che contiene il midollo spinale e le radici nervose. La manovra è pressoché indolore e per eseguirla verrete posti con l’aiuto di un infermiere su un fianco oppure seduti. Dopo qualche minuto dall’iniezione avvertirete una sensazione di formicolio o di calore alle gambe, seguita da una sensazione di pesantezza, quindi sarà possibile eseguire l’intervento senza che proviate alcun dolore . In ogni modo se doveste avvertire come particolarmente sgradevole il periodo dell’intervento, possiamo sempre somministrare dei farmaci in vena che Vi facciano “ dormire” . La sedazione può essere approfondita gradualmente fino ad arrivare anche ad una anestesia generale. La sensazione di paralisi e l’assenza di sensibilità, (in pratica come la sensazione che avete sulle guance quando andate dal dentista), possono non essere gradevoli, tuttavia scompariranno nel giro di 4-6 ore secondo il farmaco usato. Una variante di questa tecnica è l’anestesia perdurale, nella quale s’inserisce di solito un tubicino, sempre in prossimità del canale vertebrale, ed attraverso questo vengono somministrati in più riprese i farmaci analgesici. L’anestesia peridurale è utile in particolare per il controllo del dolore di lunga durata (es. il travaglio di parto, dolore post operatorio) L’anestesia peridurale può essere eventualmente associata ad una anestesia generale anche per ridurre la necessità di farmaci anestetici. Un’altra possibilità, in alcuni casi, è quella di identificare i singoli nervi e di iniettare localmente l’anestetico. Per questo può essere utilizzato un apparecchio che, attraverso microstimoli, fa contrarre alcuni gruppi muscolari senza peraltro provocare dolore. Questo tipo di anestesia è utilizzato in genere per interventi agli arti. Anche in questo caso l’anestesista sarà accanto a Voi durante l’intervento.

 

NATURALMENTE OGNI ANESTESIA LOCALE PUO’ ESSERE SUPPLEMENTATA DA UNA SEDAZIONE PIU’ O MENO PROFONDA QUALORA SIA OPPORTUNO.

 

 

LE COMPLICANZE LEGATE ALL’ANESTESIA

L’anestesia, generale o periferica, è una tecnica ad oggi sicura, soprattutto se affidata ad operatori esperti. Tuttavia può, in casi molto rari e particolari, determinare complicanze per fortuna quasi sempre non invalidanti sull’esito dell’intervento o sulla vita del Paziente. Complicanze sgradevoil sono il vomito, i brividi, il dolore, il mal di gola e più avanti leggerete il perché e come si risolvono questi fastidi, sempre e comunque temporanei. In casi rarissimi, veramente eccezionali, le complicanze sono più gravi e talora possono anche mettere in pericolo la vita stessa del Paziente, se non si interviene in modo adeguato e tempestivo.

 

LA TRASFUSIONE DI SANGUE

Nella maggior parte dei casi, la perdita di sangue che accompagna un’intervento è minima e non richiede alcuna trasfusione. Vi sono però interventi impegnativi in cui è necessario disporre di una scorta di sangue nel caso in cui sia necessario. La trasfusione di sangue, nonostante i controlli cui vengono sottoposti tutti i donatori ed ogni singolo flacone, comporta il rischio, seppur minimo, di trasmissione di malattie soprattutto virali. Non esiste una trasfusione assolutamente sicura, la cosa migliore, nei casi in cui è possibile consiste nel “mettere da parte” il proprio sangue, che Vi verrà restituito (autotrasfusione) al momento opportuno, riducendo al massimo la necessità di sangue di altri. Esiste infine la possibilità, eventualmente da concordare con il chirurgo, di utilizzare una macchina che aspira il sangue perso sul campo operatorio, lo purifica e ne permette la successiva reinfusione.

 

IL RISVEGLIO DALL’ANESTESIA

Al termine dell’intervento, dopo la rapida ripresa di coscienza, verrete trasferiti sul Vostro letto di reparto. In casi molto particolari, concordati con il chirurgo prima dell’intervento o in caso di non previste complicanze perioperatorie, potreste essere trasferiti in rianimazione per un maggior controllo del Vostro stato clinico, per il tempo necessario ad una stabilizzazione dei Vostri parametri vitali. Il risveglio può essere accompagnato da sensazioni spiacevoli che però possiamo cercare di alleviare. Ecco cosa aspettarsi:

IL DOLORE
L’intensità è molto variabile secondo il tipo e della sede dell’intervento. Già nel corso dell’anestesia Vi verranno somministrati dei farmaci per cercare di prevenirlo. In interventi particolarmente dolorosi, Vi verrà anche applicata una particolare pompa che da sola baderà a darVi una dose costante d’analgesico, mentre negli altri casi verranno date disposizioni sulla terapia analgesica agli infermieri di reparto;

LA NAUSEA ED IL VOMITO
Si manifestano con frequenza variabile, e dipendente dal tipo costituzionale e dal tipo d’intervento. E’ importante seguire questi consigli:

1. Cercare di mantenere il riposo assoluto dopo l’intervento, magari in posizione semiseduta, senza muoversi continuamente per cercare una posizione più confortevole;

2. Non assumere liquidi per bocca fino quando non Vi siano consentiti. Bere Vi darebbe solo una breve sensazione di sollievo, ma potrebbe riacutizzare la nausea o peggio farVi vomitare. I liquidi Vi saranno dati tramite fleboclisi, e ciò attenuerà la Vostra sensazione di sete. Se ciò non dovesse bastare, si può in ogni caso ricorrere ad ulteriori farmaci.

IL MAL DI GOLA
Per assicurare una corretta respirazione, durante l’anestesia generale, viene posto un tubo in trachea. Al risveglio, quando viene tolto può residuare un fastidio simile al comune mal di gola. Si tratta in genere di una cosa lieve e facilmente tollerabile e che in ogni modo passerà molto presto;

LA DIFFICOLTA’ AD URINARE
Per coloro cui è stato posto un catetere in vescica, il problema non sussiste, poiché l’urina scenderà spontaneamente nel sacchetto di raccolta. Per gli altri bisogna avere pazienza e continuare a provare. E’ un disagio diffuso e normale, che scompare spontaneamente. Se dovesse essere particolarmente fastidioso è sempre possibile il posizionamento di un catetere finché la situazione non si è risolta;

IL DOLORE MUSCOLARE ED ARTICOLARE DIFFUSO
In genere dipende dalla posizione sul lettino operatorio e dai farmaci per rilassare i Vostri muscoli. Gli antidolorifici attenueranno anche questo tipo di dolore;

IL SINGHIOZZO
Può essere presente soprattutto dopo interventi sull’alto addome. Può richiedere il posizionamento di un sondino naso gastrico o piccole dosi di farmaco.

LA CEFALEA
Si può avere il giorno immediatamente dopo un’anestesia spinale, può durare qualche giorno e poi scompare spontaneamente. Con gli aghi utilizzati oggi non è una complicanza frequente, ma se dovesse accadere Vi daremo utili consigli ed eventualmente farmaci per trattarlo. Se persiste a lungo, verranno presi altri provvedimenti.

CONCLUSIONI

Nella speranza che queste pagine siano state utili a chiarire almeno in parte i Vostri problemi e, soprattutto che il rapporto con il medico anestesista sia stato sereno e cordiale, ci congediamo con l’augurio di una pronta guarigione.

 

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