La Donazione Multiorgano

La Donazione multiorgano a cuore battente è un’attività che inizia con la segnalazione di un potenziale donatore in morte encefalica, di regola degente in Rianimazione, deceduto a seguito di gravissimi traumi cranici o patologie spontanee vascolari cerebrali.
Il paziente in morte encefalica, diviene donatore multiorgano laddove abbia i requisiti clinici idonei a donare gli organi, indipendentemente dall’età anagrafica. Non è l’età degli organi che conta, ma la loro reale funzione e pertanto non esistono limiti temporali per essere donatore. Naturalmente è importante il consenso alla donazione espresso in vita o segnalato dai familiari che possono spesso esprimere parere favorevole nel rispetto delle abitudini e della personalità del paziente cadavere.
La certezza della morte encefalica è clinica e comunque esiste una Commissione Medica Multispecialistica che la certifica mediante esami neurologici, clinici e strumentali. Il paziente in morte encefalica, non è un paziente in “coma”. E’ un paziente deceduto in cui gli organi rimangono funzionanti soltanto per poco e soltanto grazie ai supporti della Rianimazione e che nel giro di breve tempo si deteriorano inevitabilmente.
Forse non tutti sanno che la differenza principale fra coma e morte cerebrale sta nel fatto che nel coma il cervello è malato, ma riceve il sangue con la circolazione e quindi potenzialmente può anche guarire; nella morte encefalica invece il cervello non riceve più il sangue con la circolazione e pertanto è morto, non funzionerà più ed il paziente è praticamente con il cranio “vuoto”.
La donazione multiorgano è fondamentalmente un atto d’amore sublime, che consente di aiutare persone altrimenti condannate ad un vita scandita dal ritmo ossessivo della dialisi o peggio destinate a morire nel giro di poco tempo. Gli organi di un donatore sono pertanto da considerarsi talora l’unico prezioso ed insostituibile farmaco contro la morte o una vita molto difficile.

 

 

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