NATI PER LEGGERE

I bambini ascoltano la voce della mamma ancora prima di nascere: ad un mese cominciano a seguire con gli occhi lo sguardo del genitore, a 5-6 mesi si interessano delle immagini ed nel primo anno di vita si sviluppa il genio linguistico dell’individuo.

Il modellamento cerebrale precoce e l’importanza dell’imprinting sono conoscenze consolidate dall’esperienza: lo sviluppo neuronale è influenzato dalle relazioni con i genitori, dal loro comportamento e dall’ambiente familiare.

Leggere e raccontare storie ai propri figli piccoli è un metodo per rafforzare la relazione e rinsaldare i legami famigliari. Esistono dati scientifici che testimoniano come la lettura, in particolare quella dialogica, quella cioè fatta ad alta voce con il bambino che ascolta vicino all’adulto che legge, influisce positivamente sulla vita relazionale, sullo sviluppo cognitivo, migliorando le capacità e le conoscenze precursori del linguaggio recettivo ed espressivo. L’esperienza precoce con le immagini e con la parola scritta migliora l’ampiezza del vocabolario del bambino e di conseguenza facilita la decodificazione della lettura e la scrittura.

Leggere precocemente, induce l’amore per il libro stimola la già straordinaria fantasia dei bambini, aumenta il potenziale capitale culturale del bambino e della famiglia, abitua all’ascolto, accrescendo il desiderio di imparare con aumento della gratificazione scolastica e minor rischio di problemi comportamentali.

Gli adulti quando leggono ad bambini trovano nel libro il transfert per un momento di profonda intimità che è di stimolo per la propria fantasia e creatività spesso dimenticate. La riscoperta della lettura si traduce in un aumento nell’ uso di libri (acquistati, scambiati o presi in prestito) da parte di tutta la famiglia.

Da queste premesse nasce il progetto Nati per Leggere patrocinato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, che prevede la lettura ad alta voce fatta ai bambini a partire dal 6° mese di vita. Gli attori principali del progetto, nato in America negli anni 90 e ripreso in Inghilterra ed in Italia nel 1999, sono i Genitori, i Pediatri e le Biblioteche. Il coordinamento di NpL in Italia è svolto dal Centro per la Salute del Bambino con sede a Trieste Roma Napoli, in collaborazione con l’Associazione Culturale Pediatri (3000 Pediatri) e l’Associazione Italiana Biblioteche che conta più di 4000 operatori.

I genitori sono i primi educatori: la lettura ad alta voce rafforza le competenze genitoriali ed rapporto affettivo genitore figlio.
I pediatri di famiglia promuovono Nati per Leggere illustrando il progetto ai genitori durante le visite di controllo psico-fisico,i cosi detti bilanci di salute, fornendo le motivazioni per una lettura precoce e costante.
Le biblioteche rappresentano il luogo di riferimento della lettura. Le biblioteche che aderiscono al progetto mettono a disposizione delle famiglie il materiale, creano occasioni di incontro,sostengono i genitori nella pratica della lettura.
Le scuole sono parte integrante del progetto,ma anche le associazioni,i lettori volontari,gli enti che ne condividono gli intenti : numerose ed ovunque fioriscono iniziative di sostegno.

Per informazioni visitare il sito: www.natiperleggere.it

 

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