COME OPERA IL CEL

Come opera il CEL – A cura della Coordinatrice dr.ssa Silvia Vitelli

 

Costituito nel marzo 1997, il CEL si è impegnato sino ad oggi sul terreno del ”quotidiano” cercando di produrre strumenti, rivolti sia all’interno dell’azienda che al suo esterno, adeguati a formare, informare, offrire consulenza e referenze scientifiche sugli aspetti bioetici della salute e della cura, con particolare riguardo alle attività e alle procedure (sanitarie e non) dell’azienda. Gli standard di riferimento sono stati la normativa nazionale e regionale, oltre alle indicazioni della Commissione Regionale e del Comitato Nazionale di Bioetica.

L’impegno del Comitato ( costituito da 18 membri, di cui 5 esterni) si è focalizzato sulle problematiche della sperimentazione e quelle del consenso.

In accordo con la Direzione Aziendale, il CEL si è pertanto impegnato nel processo di costituzione del sottocomitato per la Sperimentazione clinica, individuandolo come strumento importante di gestione ed indirizzo della attività di ricerca. A partire dall’agosto 1998 è così attivo e funzionante il Comitato Etico Locale per la Sperimentazione clinica (CELS) con il compito, così come di legge, di esaminare le richieste di sperimentazione, sia sotto il profilo etico che scientifico, e di seguire il corso di quelle autorizzate. Dal suo insediamento il CELS si è dotato di un regolamento, ha esaminato ad oggi sette richieste di partecipazione a studi sperimentali clinici, esprimendo tre pareri contrari e quattro favorevoli, si è fatto carico del monitoraggio delle sperimentazioni già in atto e precedentemente autorizzate dal Comitato Etico di Pisa.

L’altra attività del CEL è stata di tipo educativo- formativo ed ha portato alla elaborazione e realizzazione di un corso di educazione alla salute sui temi della Comunicazione ed il Consenso in bioetica, rivolto sia agli operatori dell’ USL che alla popolazione. La realizzazione del corso, tenuto da componenti del comitato stesso, ha richiesto un significativo impegno sia di tempo che di professionalità. Il corso è iniziato nel maggio 1999 e sono stati realizzati ad oggi complessivamente otto incontri, aventi per oggetto i temi del consenso informato, del consenso alla donazione, della comunicazione, del consenso e la sperimentazione clinica. Si terrà nel mese di dicembre l’ultimo incontro, sul consenso al trattamento dei dati personali.

Se il numero degli incontri effettuati e l’indice di soddisfacimento dei partecipanti costituiscono un dato valutativo positivo, non si può purtroppo affermare altrettanto per quanto riguarda la percentuale di adesione delle varie realtà contattate, sia in ambito sanitario che nella società civile ( scuola e volontariato). Tale dato deve verosimilmente essere letto come segno di una difficoltà di raccogliere l’attenzione su tematiche che possono apparire come “secondarie” sia rispetto alla realtà operativa, relativamente al personale sanitario, sia rispetto alle problematiche bioetiche oggetto dell’attenzione dei mass media ( eutanasia, fecondazione assistita ed altri). Di contro la lettura di altri segnali, in primis le varie situazioni di disagio rilevate dall’Ufficio Relazioni con il Pubblico, sensore privilegiato del rapporto dell’Azienda Sanitaria con il cittadino-utente, evidenzia una realtà di sofferenza nella capacità comunicativa sia tra operatori sanitari che tra questi e i cittadini, confermando così la giustezza dell’obiettivo educativo del progetto.

Il Comitato si propone quindi di continuare l’attività di formazione-educazione così da riuscire a suscitare una sensibilità bioetica diffusa, e nel contempo di consolidare il proprio ruolo di strumento di consulenza e supporto sia per gli operatori, sui problemi etici che possano insorgere nei vari percorsi assistenziali, sia per l’Azienda nell’allocazione delle risorse aziendali all’atto delle scelte programmatiche.