RIFLESSIONI D’INCHIOSTRO

Riflessioni d’inchiostro
di Barbara Buralli e Domenico Amoroso
Aletti Editore

Il percorso del malato assume, ai giorni nostri, caratteristiche peculiari.Fortunatamente, viviamo in un tempo in cui è possibile intervenire su una diagnosi infausta con esiti positivi, in molti casi, per la lungovivenza. Tuttavia, per quanto la medicina abbia fatto importanti progressi nella definizione di nuove cure e nel crescente rispetto della qualità di vita dei pazienti e dei loro familiari, non possiamo ancora ignorare l’evidenza che intraprendere un percorso di cura comprenda condizioni di grande sofferenza e, in alcuni momenti, di indiscussa drammaticità. Sappiamo infatti, in qualità di operatori del settore oncologico e psicologico, quanto la comunicazione della diagnosi tumorale sia un evento tra i più stressanti nella vita della persone. La stessa parola “cancro” appartiene ancora al regno del tabù, dell’incontrollabile, dell’indeterminato. Inevitabilmente, l’ingresso nella malattia si trasforma in un’occasione di profonda crisi emotiva che generalmente attraversa varie fasi che arrivano a comprendere emozioni quali l’incredulità, lo shock, la rabbia, per proseguire nella maggioranza dei casi verso la rassegnazione e l’adattamento.

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